Smeraldo

   LA GEMMA DELL’ETERNA PRIMAVERA

Plinio nella sua  Naturalis  Historia: “Con diletto godiamo il verde piacevole delle erbe e delle foglie, ma incomparabilmente più grande è il godimento offerto da uno smeraldo”.

Con queste parole il grande storico descrive la bellezza e le qualità benefiche dello Smeraldo.

Il termine Smeraldo deriva dal greco “smaragdos” ossia “pietra verde” ed è stato proprio questo colore ad affascinare fin dall’antichità, rappresentando il colore della vita, dell’eterno ritorno della primavera, della bellezza, dell’amore eterno. I più antichi giacimenti di smeraldi erano noti in Egitto già dal 3000 al 1500 a.C.. Queste miniere in seguito vennero chiamate “Le miniere di Cleopatra”, perchè fu proprio questa famosa regina egizia a possedere i più bei smeraldi dell’epoca.

A partire dal XVI secolo, con le imprese dei “conquistadores” Cortes e Pizzarro, furono scoperti immensi giacimenti nelle terre che oggi  identifichiamo con l’attuale Colombia, ma che all’epoca erano abitate da Atzechi ed Incas,  popolazioni completamente sterminate dagli invasori anche per l’accaparramento delle pietre di questi  spettacolari  giacimenti, introducendo così gli smeraldi sudamericani in Europa.

Esistono varie pietre di colore verde, ma lo smeraldo ne detiene il primato proprio per il suo colore ammirato ed apprezzato da millenni, che per eccezionalità e qualità può raggiungere e superare i prezzi al carato dello stesso diamante. La tinta dello smeraldo è stata per migliaia di anni considerata lo standard sul quale venivano confrontate tutte le altre gemme di colore verde.

Lo smeraldo è una varietà del berillo, una specie gemmologica che comprende anche l’ acquamarina e berillo di altri colori. Molti esperti gemmologi ritengono che sia più corretto definire berillo verde tutte quelle gemme il cui verde è troppo chiaro per essere definito smeraldo. Infatti il colore più desiderabile che si ricerca in questa pietra, varia dal verde al verde bluastro, con saturazione da forte a vivida e tonalità da media a medio-scura. Variazioni di colore che si discostano da questi parametri, a parità di tutti gli altri fattori qualitativi, comportano enormi differenze di valore. Il colore di una gemma è dovuto alla presenza di uno o più elementi chimici che entrano a far parte, in traccia, del cristallo durante la sua formazione. Gli elementi in traccia che provocano il colore dello smeraldo sono il cromo, il vanadio ed il ferro. La presenza o l’assenza di ciascuno di essi, determinano la tinta, il tono e la saturazione del cristallo di smeraldo. Quanto è più alto il contenuto di vanadio o di cromo, tanto è più intenso il verde. Aumentando la percentuale di ferro, altrettanto si intensifica la componente blu della tinta, mentre con una componente minima, avremo uno smeraldo dal verde più puro. Come per il rubino e lo zaffiro, anche il colore dello smeraldo viene definito da termini commerciali. Per esempio il termine “colombiano” viene comunemente usato per descrivere il colore più pregiato, un verde leggermente bluastro. Mentre il termine Zambia si usa per definire esemplari più scuri, ma con una purezza superiore. Il termine “sandawana” si usa per descrivere gemme di un verde luminoso ed intenso, ma di piccole dimensioni. Mentre il termine “brasiliano” si usa per descrivere esemplari più chiari dei precedenti. Tuttavia nella descrizione degli smeraldi è molto importante distinguere tra la vera fonte d’origine e la qualità.

Poichè i cristalli dello smeraldo presentano proprietà fisiche quasi uniformi e sfaldature quasi nulle, questa gemma si presta a vari tipi di taglio. Il più popolare appunto è il “taglio smeraldo”, che presenta un ampia tavola quadrata o rettangolare contornata da gradini e spigoli sfaccettati. Questa forma così popolare, in realtà è quella che si adatta meglio alle caratteristiche del minerale grezzo, che così subisce una perdita minima di peso e di valore al carato. Ciò che rende meno agevole il lavoro del tagliatore di smeraldi sono le “fratture” che questi cristalli presentano per loro propria natura. Dette anche “fessure”, costringono il tagliatore a progettare il taglio con estrema cura per scongiurare perdita di peso e rendere massimo l’effetto della tinta, regolando le proporzioni ed il numero delle faccette.

 

Per ciò che riguarda la purezza, in quasi tutti gli smeraldi sono presenti inclusioni visibili ad occhio nudo, dette “a muschio” o “a giardino”. Esse sono giustificate ed accettate dagli addetti ai lavori e dai consumatori, pertanto non devono essere considerate elemento negativo, ma è sempre meglio descriverle, evidenziando i riempimenti utilizzati per minimizzare l’impatto sull’aspetto dello smeraldo. La pratica di riempire le fratture viene definita oliatura o riempimento, che avviene con oli dello stesso indice di rifrazione dello smeraldo.

Il più usato ed accettato internazionalmente in ambito gemmologico è l’olio di cedro. A causa di ciò la pulizia di uno smeraldo è sempre bene non effettuarla mai con gli ultrasuoni o a vapore, ma è sufficiente un leggero sfregamento in acqua tiepida saponata.

Le fonti estrattive più importanti sono la Colombia, Lo Zambia, il Brasile e lo Zimbabwe. La Colombia è storicamente la fonte del maggior volume e della migliore qualità di smeraldi. Estratti dalle miniere di Muzo, Chivor e Coscuez, gli smeraldi colombiani con il loro colore ricco, vivido e profondamente saturo, sono tra gli esemplari più belli al mondo e rappresentano lo standard di raffronto su cui si basa la valutazione di tutti gli smeraldi provenienti dalle altre nazioni.

Lo smeraldo con gli altri suoi compagni (rubino e zaffiro) fa parte dei Tre Grandi ed è stata sempre considerata una tra le gemme più importanti. Non vi è dubbio che rimarrà una costante sul mercato mondiale. Il suo stupendo colore e la sua storia romantica continueranno a sedurre migliaia di estimatori di questa magnifica gemma.